giovedì 3 aprile 2014

Con Gandus Tintin riparte da Genova



Dopo il fallimento della rivista Tintin della Vallardi, il personaggio creato da Hergé fa una breve apparizione in Italia nel 1961 grazie all’editore Cino del Duca, “l’empereur de la presse du cœur” come era definito il terzo dei fratelli Del Duca per via del suo impero della stampa romantica francese. Esce in libreria, fatto alquanto inusuale all’epoca, un volume cartonato con dorso telato, così come editato in Belgio dalla Casterman, al costo di 700 lire (prezzo enorme per l’epoca e per un solo racconto a fumetti), della serie Le Avventure di Tintin contenente Lo scettro d’Ottokar, ottavo episodio del giovane reporter belga, nella versione del 1947. In questa edizione sono annunciati Il Granchio dalle Pinze d’oro, Il segreto de “Il Liocorno” e Il tesoro di Rackham il Rosso, che non vedranno mai la luce, almeno, non con quest’editore. In ogni caso non c’è un seguito all’esperienza targata Del Duca, forse perché ancora il lettore italiano non è abituato ai costosi volumi cartonati franco-belgi e al grafismo della Linea Chiara.

-      Le Avventure di Tintin: Lo scettro d’Ottokar, Cino Del Duca, 1961



Trascorrono altri quattro anni prima di rivedere il reporter con il ciuffo in Italia. Sul numero 8 (novembre 1965) del mensile Linus di Giovanni Gandini, nella colonna esterna di destra della pagina 37 c’è la foto di un signore sorridente di nome George Remi (Hergé), posta sotto il titolo di un breve articolo intitolato Tintin in Italia: è l’annuncio dell’uscita della famosa serie di Tintin nel nostro paese per i tipi dell’editore Gandus. Infatti, il 30 dello stesso mese esce in edicola il primo numero de Gli Albi di Tintin editi dal genovese Gandus Editore. Rispetto ai coevi albi della prima serie dei Classici Audacia Mondadori, dedicati agli altri personaggi della rivista Tintin (Mortimer, Ric Roland, Jari, Dan Cooper, Michel Vaillant), questa collana di brossurati di ottima fattura a colori e di grande qualità fumettistica è dedicata esclusivamente al reporter con il ciuffo.

Gli albi  rispecchiano in tutto e per tutto la versione cartonata della Casterman, al contrario di quanto avvenuto sui Classici Audacia, in cui sono operati rifacimenti e soppressioni di pagine e di vignette. L’eroe di Hergé è già noto in tutto il mondo, tranne che in Italia, a parte le sopradette apparizioni, che non hanno certamente dato l’idea della complessità dell’opera e la vastità di tematiche sviluppate dall’autore belga per la sua creatura.
Il costo è di 300 lire cadauno, all’epoca il più alto  prezzo per un periodico a fumetti. Grazie a questi otto albi si schiude al giovane lettore italiano un’altra consistente parte dell’universo fumettistico franco-belga.


Nel primo numero un’interessante pagina di presentazione intitolata “Tintin e il suo mondo”, che introduce l’ignaro lettore nel mondo del reporter con il ciuffo:
“Ecco Tintin, ragazzo europeo, o forse, dovremmo dire cittadino del mondo, non solo perché è conosciuto ed amato, si può dire, in tutti i continenti ma anche e soprattutto perché possiede le qualità più belle che distinguono la giovinezza, sotto ogni cielo: il coraggio, la fresca intelligenza, lo spirito d’avventura, la generosità, la strenua fede nell’amicizia.”

Gli episodi pubblicati non seguono un ordine cronologico.


- 1. Il Granchio d’oro, novembre 1965
10 - Le crabe aux pinces d’or, 1941


- 2. Il segreto del Liocorno, dicembre 1965
12 - Le Secret de la licorne 1943


- 3. Il tesoro di Rakam il Rosso, gennaio 1966
13 - Le Trésor de Rackham le Rouge, 1944


- 4. Lo scettro di Ottokar, febbraio 1966
8 - Le Sceptre d'Ottokar, 1939


- 5. Le sette sfere di cristallo, marzo 1966
14 - Les 7 boules de cristal, 1948


- 6. Il tempio del sole, aprile 1966
15 -Le Temple du soleil, 1949


- 7. I sigari del faraone, maggio 1966
4 - Les Cigares du pharaon, 1934


- 8. Il Drago Blu, giugno 1966
5 - Le Lotus bleu, 1936

In pratica rappresentano alcune fra le più belle storie di Hergé, fondamentali per far conoscere al pubblico nostrano il giovane reporter giramondo e il suo cane Milù. Forse la concorrenza con i Classici Audacia, contenenti avventure egualmente ben disegnate e più ricche d’azione, il prezzo alto, l’impreparazione del pubblico italiano a quel tipo di storie, forse l’insieme delle tre cause è deleterio per le vendite, per cui il 30 giugno 1966, con profondo dispiacere di chi segue le storie create da Hergé, esce l’ottavo e ultimo numero.

Dopo un anno Gandus decide di riproporre i medesimi 8 albi brossurati, stavolta in libreria, dal 1967 al 1968, al prezzo maggiorato di 500 lire! La collana cambia il titolo diventando Le Avventure di Tintin.



A parte la diversa intestazione della testata, più in linea con quella originale, il prezzo maggiorato, la copertina in bindakote e l’assenza di date, nell’edizione libraria non c’è alcuna differenza con quella precedente dell’edicola, per cui ci si chiede per quale motivo un lettore avrebbe dovuto acquistare una collana di albi, che due anni prima non ha riscosso un adeguato successo, a prezzo più alto e con diffusione libraria incerta!


In quarta di copertina di ogni albo sono elencati tutti e otto i titoli degli episodi, segno di una probabile diffusione contemporanea con conseguente difficoltà per un lettore di acquistarli tutti in una volta o di seguirne la vendita in libreria.



Per questa occasione la Gandus edita anche tre albetti pubblicitari, che rimandano all’edizione libraria, chiamati Album da colorare Tintin, di 17x19 cm, adatti ai più piccoli, con personaggi da colorare presi dalle varie storie.



11 commenti:

LUIGI BICCO ha detto...

E io non ne sapevo niente, di questo blog. Complimenti davvero per il lavoro a tutti gli autori del blog.

Zona Bedé ha detto...

Complimenti anche a te e al tuo blog, Luigi!

Anonimo ha detto...

gli 8 albi Gandus del '67-'68 eran sostanzialmente plastificati, a differenza degli 8 da edicola Brossurati, non cartonati; furono di ffusi, stranamente, anche nella catena supermercati STANDA...
Ciao Roberto

Zona-BeDé ha detto...

Roberto, grazie dell'informazione: non eravamo a conoscenza di una versione diffusa nei supermercati STANDA.
Per quanto riguarda la differenza tra l'edizione da edicola e da libreria del 1967/68, forse avremmo dovuto specificare che bindakote è una tecnica di plastificazione.

Gianfranco Goria ha detto...

Il mio incontro con Tintin fu proprio alla Standa, da bambino, dove rimasi folgorato dal segno così diverso da quelli cui ero abituato. Mia mamma me lo comprò (era Lo Scettro di Ottokar) e, oltre ad aprirmi a stili fumettistici diversi, nacque una passione, ancora viva a sessant'anni. D'altronde posso leggerlo fino a 77... ;-)

Gianfranco Goria ha detto...

Articolo interessante (ovviamente) e rilanciato qui oggi: http://www.afnews.info/wordpress/2014/09/15/tintin-in-italia-che-avventura/ In gamba!

Luca Ciancabilla ha detto...
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ZonaBeDé ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luca Ciancabilla ha detto...
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Claude Garitte ha detto...

Grazie,Gianfranco ! Adesso,conosco la storia di Tintin in Italia,da Del Duca fin ad oggi !
L'Italia dové ho pattrugliato in tante librerie di tante cittá,durante le mie vacanze,per trovare,talvolta,quattro o cinque albumi di Tintin !!
A proposito,sto sempre cercando il Del Duca....!
Cordiali saluti d'un vecchio tintinofilo belga ai colleghi italiani !
Claude

marco sax ha detto...

grazie!
grazie a voi ho finalmente scoperto l'anno di uscita dei miei 8 mitici albi de Le avventure di Tintin: 1968!
Che ho poi ricomprato nel mio periodo a Londra anni 90 in due diverse edizioni in inglese e che ora sto ricomprando assieme a mio figlio di 10 anni che, dopo una iniziale diffidenza, comincia ad appassionarsi!
Pensavo che però la sequenza di quegli 8 albi da 500 lire fosse quella giusta: ho appena scoperto che invece la sequenza giusta è quella dell' uscita attuale!

Marco